Dimissioni on line: richiesto dai Consulenti del Lavoro un correttivo alla procedura


Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ha richiesto al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti di riconsiderare la portata delle nuove norme sulle dimissioni on line del lavoratore.

Il 12 marzo 2016 diventerà pienamente operativa la regola introdotta dal Dlgs 151/2015 che rende inefficaci tutte le dimissioni rassegnate senza l’utilizzo di un’apposita procedura telematica. 

Ricordiamo i principali passaggi della nuova procedura.

In primo luogo, laddove la trasmissione del modulo non venga eseguita per il tramite di un soggetto abilitato (patronati, organizzazioni sindacali, ente bilaterale, commissioni di certificazione), il lavoratore dovrà preliminarmente munirsi del PIN Inps e registrarsi sul portale www.cliclavoro.gov.it.

Il modulo è reso disponibile ai lavoratori nel sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (www.lavoro.gov.it), che a sua volta poggia sull’anagrafica delle utenze di ClicLavoro.

Il lavoratore, in autonomia o con l’assistenza di un soggetto abilitato, deve:
• accedere al sito del Ministero del lavoro tramite il portale www.lavoro.gov.it per la trasmissione della comunicazione;
• andare alla pagina dedicata ed aprire il form on-line per l’immissione dei dati relativi alla comunicazione di dimissioni o di revoca (quest’ultima, si ricorda, dev’essere inviata entro 7 giorni dall’invio del modulo telematico di dimissioni);
• compilare il modulo di recesso/revoca (il sistema chiederà in primis all'utente di fornire le informazioni necessarie a risalire al rapporto di lavoro e quindi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione/rettifica più recente). 

Una volta compilate le differenti sezioni, il lavoratore dovrà procedere alla trasmissione del modulo di dimissioni/risoluzione consensuale/revoca al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente.

Il datore di lavoro riceverà il modulo nella propria casella di posta elettronica certificata e la Direzione territoriale del lavoro riceverà una notifica nel proprio cruscotto e avrà la possibilità di visionare il modulo.

Alla luce di tale articolata e macchinosa procedura il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha chiesto al Ministro di attenuare gli effetti delle nuove norme, soprattutto in caso di abbandono del posto di lavoro da parte del lavoratore, onde evitare che la situazione possa gravare sui bilanci sia dello Stato sia del datore di lavoro.

A parere dei consulenti, infatti, la normativa voluta per ovviare il grave fenomeno delle "dimissioni in bianco", rischia di gravare sui bilanci sia dello Stato sia del datore di lavoro.

In particolare, dal 12 marzo il datore di lavoro, per essere in regola, dovrà procedere con il licenziamento per giusta causa del lavoratore per abbandono del posto di lavoro ed il ticket licenziamento che (per anzianità fino a 3 anni) può arrivare fino a 1.500 euro circa.

Inoltre, trasformare una dimissione di fatto in un licenziamento effettivo ha come conseguenza quella del riconoscimento dell’indennità di disoccupazione (oggi Naspi) a favore di chi ha abbandonato il posto di lavoro.

La Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro ha stimato che lo Stato potrebbe essere chiamato a corrispondere a questi lavoratori una indennità (su due anni) di 1,47 miliardi di euro.


03/03/2016