Contratto di appalto


Il contratto di appalto di opere o di servizi, previsto dall'art. 1655 Cod. Civ, è il contratto con il quale una parte (l'appaltatore) assume il compimento di un'opera o di un servizio, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, su incarico di un committente e verso un corrispettivo in denaro.

Il D.Lgs. n.276/2003 stabilisce che il contratto di appalto si differenzia dalla "somministrazione di lavoro" in quanto l’appaltatore:

  • è dotato di autonomia organizzativa e gestionale,
  • è titolare del potere direttivo e disciplinare nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’appalto,
  • supporta il rischio dell’esecuzione dell’appalto stesso.


Quindi, l'appaltatore fornisce al committente un'opera o un servizio, realizzata tramite la propria organizzazione di persone e di mezzi, assumendosi il rischio d'impresa; nella somministrazione, invece, l’agenzia di somministrazione si limita a fornire all’impresa utilizzatrice la forza-lavoro, affinché ne utilizzi la prestazione lavorativa secondo le proprie necessità e per i propri fini.

Nel contratto appalto di opere o di serviz,i il committente imprenditore è obbligato in solido con l'appaltatore, entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti, salvo poi la possibilità di esercitate il "diritto di rivalsa" verso l’appaltatore per ottenere il rimborso di quanto anticipato ai lavoratori.                                                                                                                                             La responsabilità solidale non trova applicazione qualora il committente sia una persona fisica che non esercita attività di impresa o professionale.

 

Contratto di appalto a cura del Centro Studi



07/11/2011