Le categorie dei quadri

L’articolo 2095 del codice civile definisce le categorie dei lavoratori dividendoli in quattro tipologie : operai, impiegati, quadri e dirigenti. L’esigenza di una classificazione del personale subordinato nasce dalla necessità di designare l’ampiezza della sfera di autonomia e di responsabilità dei lavoratori, definendo le funzioni e i compiti concreti dei dipendenti. 

L’importanza di tale definizione risulta fondamentale poiché un errore di valutazione potrebbe comportare significative conseguenze e potenziali controversie sul piano giuridico, sia nei confronti del lavoratore stesso che col personale ispettivo.

La Legge n. 190 del 1985 prevede espressamente che “la categoria dei quadri è costituita dai prestatori di lavoro subordinato che, pur non appartenendo alla categoria dei dirigenti, svolgono funzioni di carattere continuativo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e dell’attuazione degli obiettivi dell’impresa”. 

Con questa definizione il legislatore, modificando l’art. 2095 c.c., introduce questa ulteriore categoria a sostegno delle tre preesistenti, collocandola tra quella del dirigente e quella dell’impiegato o in determinate realtà, a quella dell’operaio altamente specializzato. Per molte società poi dove mancano le figure dirigenziali, la figura del quadro può arrivare a rappresentare la categoria più elevata di dipendenti, ponendosi al di sotto solo del datore di lavoro.